Enrica Cenzatti Moglie Di Bocelli, Miramare Marina Di Ragusa, Santa Caterina Da Siena Protettrice D'italia, Caf Uil Lombardia, Gif Buon Onomastico Antonella, " /> Enrica Cenzatti Moglie Di Bocelli, Miramare Marina Di Ragusa, Santa Caterina Da Siena Protettrice D'italia, Caf Uil Lombardia, Gif Buon Onomastico Antonella, " />

enrico ii di sassonia

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Enrico II cambiò nettamente l'orientamento politico dell'impero verso gli slavi, passando quindi oltre il congresso di Gniezno. Nel gennaio 1014 Enrico, in occasione del sinodo di Ravenna, nominò come arcivescovo della città suo fratellastro Arnolfo; avversario di Arnolfo, cui contestò l'elezione, fu Adalberto, il quale raggiunse un accordo con Enrico facendosi nominare vescovo di Arezzo[38]. der Löwe). Arduino quindi rialzò la testa conquistando Vercelli ma venne sconfitto[40]. Quello stesso anno fu incoronato re d'Italia a Pavia. Egli attese il corpo di Ottone III nel monastero di Polling, per poi accompagnarlo ad Aquisgrana mentre questo attraversava il suo ducato. Francesco Enrico era il nono e più giovane figlio maschio del duca Francesco II di Sassonia-Lauenburg (1547 - 1619) e della sua seconda moglie Maria (1566 - 1626), figlia del duca Giulio di Brunswick-Lüneburg, principe di Wolfenbüttel. Enrico proseguì fino a Thingau, dove lo raggiunse il fratello e vescovo di Augusta Bruno[31]. L'infanzia di Enrico e l'elevazione a duca di Baviera, L'elevazione al trono e la cavalcata attraverso il regno, La ribellione di Pavia e il ritorno in Germania, «La svolta decisiva del movimento riformatore si ebbe al concilio di Pavia nel 1022. Essi mantennero il controllo di Roma fino al 1045, tant'è che si può parlare di "papato dei Tuscolani"[36]. Egli quindi contrattaccò, assediando Strasburgo assieme al genero Corrado, figlio di Ottone di Worms, difesa dal suo vescovo Werner . Dopo essere fuggito, Enrico si ribellò di nuovo contro Ottone II. Enrico II (imperatore) imperatore, detto lo Zoppo o il Santo (Abbach o Hildesheim 973-Grona, presso Gottinga, 1024). Festa il 15 giugno. Da bambino fu educato, assieme al fratello Bruno, nella fede cristiana da san Volfango, vescovo di Ratisbona, e poi studiò nella cattedrale di Hildesheim. Enrico II Del Carretto (1165-1231) – marchese di Finale. Strasburgo venne presa, e gli svevi, senza nessun ordine del duca, saccheggiarono e incendiarono la chiesa della città . L'arcivescovo in ogni caso rifiutò di rendere omaggio a Enrico fino a che la sua posizione non fosse stata legittimata da un'assemblea dei grandi, a cui Eriberto si sarebbe adeguato alla sua decisione, fosse stata favorevole a Enrico o meno[3]. La campagna in Svevia si stava prolungando e Enrico decise di farsi approvare (e non eleggere) il titolo di re a Merseburgo dai grandi del regno[Riferimenti 2]: egli venne accolto dall'abate di San Giovanni Aimone e dal conte della città Ezicone; qua il duca Bernardo, prima sostenitore di Ermanno, il 25 luglio e su delega dei presenti, approvò che la carica regia fosse presieduta da Enrico; Bernardo quindi diede, durante una cerimonia, la sacra lancia a Enrico, allo scopo di rappresentare che i grandi approvavano la sua elevazione al trono; questi quindi giurarono fedeltà e supporto armato a Enrico porgendo le mani unite al sovrano, con l'eccezione di Liutgero[9][12]. Egli non ricevette nessun aiuto da parte di Boleslao, anzi, attraverso i suoi ambasciatori-spia tentò di carpire le mosse di Enrico in Italia e cercò di corrompere i grandi che accompagnavano il re; inoltre accusò presso il papa Enrico di impedirgli di versare il censo al papa. Le truppe a guardia del palazzo erano poche e, per allarmare l'esercito tedesco accampato fuori dalle mura, queste diedero fuoco alle case nei pressi del palazzo. Una volta divenuto re, attaccò e saccheggiò il ducato di Svevia, ducato del rivale Ermanno II. Tirol) Regione storica i cui confini sono più volte mutati e che attualmente comprende il T. settentrionale (capoluogo Innsbruck) e il T. orientale (capoluogo Lienz), in Austria, e il T. [...] parte degli imperatori, LEONARDO da Vinci. der Löwe). – Nacque presumibilmente il 5 marzo (Da Canal, 1732, 1809, p. XXXI; ma cfr. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 29 set 2020 alle 15:52. XII duca di Baviera e di Sassonia, detto il Leone (ted. Otto giorni dopo scoppiarono dei tumulti sul ponte Tiberino tra i tedeschi e i romani, i quali finitono solo grazie al calare del sole: questi erano stati scatenati dai fratelli Ugo, Uezil e Ezzelino, figli del marchese Oberto II d'Este e rivale di Enrico II; essi vennero catturati: uno riuscì a fuggire dalle prigioni, uno venne portato a Fulda e un altro al castello di Givikenstein[39]. Montecuccoli degli [...] Della serie per la, Enrico II duca d'Austria, detto Jasomirgott, Enrico XII duca di Baviera e di Sassonia, detto il Leone, Biografie Festeggiò la Pentecoste a Grumo, venne incontro ai Tusci, che si mossero solo quando videro che Enrico era vincitore, e tornò in Germania passando per la Svevia: qua era morto, prima della spedizione in Italia, il duca ex ribelle Ermanno e gli era succeduto il figlio ancora bambino Ermanno III, il quale venne preso in custodia dal sovrano. In cambio della sua sottomissione al re, il padre fu restaurato come duca di Baviera. Mentre il re era sull'isol… Seguì il sinodo di Roma (febbraio 1014) e per la Pasqua andò a Pavia, quindi tornò in Germania[40]. [28] In Italia era stato eletto come re dai grandi signori italici Arduino d'Ivrea. [18], CASTELLAR, Giuseppe Vincenzo Francesco Maria Lascaris conte di, L'archeologia delle pratiche funerarie. Capitale sociale euro 50.000.000 i.v. Non era prassi all'epoca che vi fossero diritti al trono per gli appartenenti alle linee collaterali della famiglia regia, quindi la successione non fu immediata. Rimase in Italia quindi 8 mesi[36]. La morte di Ottone II del 983 permise al padre di essere rilasciato dalla custodia e di tornare dall'esilio. La sera stessa dell'incoronazione però i cittadini di Pavia si ribellarono al neo re d'Italia; una folla inferocita si diresse verso il palazzo, da cui si affacciò l'arcivescovo di Colonia Eriberto per tentare di placare la folla e chiedere il motivo della loro ira, ma questa gli rispose con lanci di sassi e frecce. Strasburgo venne presa, e gli svevi, senza nessun ordine del duca, saccheggiarono e incendiarono la chiesa della città[8]. Collaborò con la Chiesa per riformare i costumi del clero e favorì il monachesimo. Arduino invece, consapevole di non avere truppe sufficienti per contrastare Enrico, si rinchiuse in una sua fortezza e, nonostante ciò, chiese la restituzione di una contea e la promessa di restituirgli i figli (presi in ostaggio da Enrico anni prima) e la corona[37]. Le truppe sveve, francone e lotaringe riuscirono ad entrare in città, facendo strage dei pavesi, che tentarono di difendersi scagliando giavellotti dai tetti delle case, ma questi furono inghiottiti dal fuoco. Combatté (1002-18) contro il re di Polonia, Boleslao il Coraggioso, che minacciava le frontiere dell'impero. Ridiscese ancora nel 1021-22 per condurre una breve campagna militare in Puglia e Campania contro i Bizantini. Testa la tua conoscenza e quella dei tuoi amici. Enrico XII duca di Baviera e di Sassonia, detto il Leone (ted. [107], Arti visive Enrico II invece visitava i ducati regolarmente, e sotto il suo regno sono documentati le prime diete provinciali; Enrico II infatti, per quanto fosse riuscito a far valere le sue ragioni ereditarie, fu costretto a farsi validare la sua elevazione al trono, essendo stato solo un duca, dalle varie regioni del suo regno, La scelta del viaggio imperiale perenne si rifletté sui diplomi, redatti in loco e non più nei palazzi in cui abitualmente risiedevano gli imperatori sassoni[18]. Quando il padre morì nel 995, il giovane Enrico fu eletto dai nobili bavaresi come nuovo duca per succedere a suo padre. Anche sua moglie, Cunegonda, rientra nel novero dei santi della Chiesa cattolica. Boleslao, nominato re da Ottone III, voleva che il suo titolo fosse riconosciuto dal nuovo re Enrico II e che il magraviato di Meissen fosse a lui affidata in cambio del suo appoggio per la successione al trono, essendo questa senza marchese dalla morte di Eccardo durante le lotte per il trono, in modo da poter entrare solo ufficialmente nella rete imperiale, avendo già contatti anche dinastici con la famiglia dei marchesi di Meissen e avendo la stima della dinastia dei Billunghi, duchi di Sassonia[26]. A Duisburg attese i vescovi di Lotaringia di Liegi e Cambrai, a cui di aggiunse l'arcivescovo Eriberto, che arrivò in ritardo, essendo questo stato rapito dal neo re poco tempo prima, e qui lo accettarono come re, scortandolo quindi fino ad Aquisgrana dove venne elevato anche dagli altri grandi di Lotaringia l'8 settembre, giorno della natività di Maria[13][15]. Enrico proseguì fino a Brescia, accolto dall'arcivescovo di Ravenna Federico, per poi raggiungere Bergamo, accolto dall'arcivescovo di Milano Arnoldo. Ciò lo fece in qualità di duca, ma inoltre Enrico fece seppellire le viscere del cugino ad Augusta, nel monastero di Santa Afra e fece una ingente donazione in favore dell'anima del cugino; inoltre portava sulle spalle il feretro all'entrata di ogni città in cui il corpo era portato[3][Riferimenti 1]. Mentre le truppe saccheggiavano i morti, il re diede poi ordine di risparmiare i sopravvissuti e si ritirò nelle nel monastero di San Pietro in Ciel d'Oro, all'epoca fortificato, in cui ricevette la sottomissione dei ribelli. Questo sito contribuisce alla audience di. Enrico si concentrò sulla Germania, ma inviò in Italia Ottone di Worms assieme ad altri conti; questi furono fermati da Arduino, che aveva bloccato la valle dell'Adige presso Verona catturando le chiuse locali appartenenti al vescovo di Verona Otberto, mentre i tedeschi cercavano di unirsi al marchese di Canossa Tedaldo e all'arcivescovo di Ravenna Federico e le truppe del duca di Carinzia furono sconfitte presso la valle del Brenta[29][30]. ENRICO II imperatore, detto il Santo. Enrico II[1] il Santo (Bad Abbach o Hildesheim, 6 maggio 973 o 978 – Grona, 13 luglio 1024) è stato re d'Italia dal 1002 al 1024, imperatore del Sacro Romano Impero e ultimo esponente della dinastia degli Ottoni. Si organizzò un'assemblea elettiva (da Enrico nel 1002 ostacolata) in cui gli succedette Corrado II il Salico, iniziatore della dinastia di Franconia (ma legato a lui da rapporti di parentela: Corrado era figlio di Enrico di Spira, figlio a sua volta di Ottone di Worms, figlio di Corrado il Rosso e di Liutgarda, figlia a sua volta di Ottone I e quindi, oltre che bisnonna di Corrado II, cugina di Enrico II). Quando questa seconda rivolta fallì, Ottone II depose Enrico dal titolo di duca di Baviera e lo mandò in esilio sotto la custodia del vescovo di Utrecht nell'aprile del 978. Enrico abbandonò l'Italia quindi a inizio giugno, con ancora Arduino non totalmente sconfitto; egli inoltre non scese a Roma, essendo questa tornata sotto il controllo di Giovanni Crescenzio, il cui padre era stato decapitato da Ottone III, e dei papi da lui nominati, e questi ultimi dovevano concedere l'autorizzazione per ripristinare la diocesi di Merseburgo (futura diocesi di Titmaro) e fondare la diocesi di Bamberga[33][34]. Il neo re si diresse nella Lotaringia, verso Corbie, dove si riunì con la moglie Cunegonda, accolti dall'abate Titmaro e assieme si diresse a Paderborn, dove anche Cunegonda venne elevata a regina il 10 agosto, giorno di San Lorenzo Martire e anniversario della battaglia di Lechfeld[13][14]. Egli era il secondo figlio di Alberto, duca di Sassonia e di sua moglie Sidonia di Poděbrady, principessa di Boemia.Alla morte del padre (1500), suo fratello maggiore, Giorgio, assunse la reggenza del ducato ed Enrico divenne governatore ereditario di Frisia. Rimase sempre poche settimane. Nel 1012 la famiglia dei Tuscolani riuscì a prendere il potere a Roma e riuscirono a collocare come papa un loro membro, Benedetto VIII e chiesero l'aiuto di Enrico per farlo mantenere come papa[34]: questo era stato infatti scacciato e per chiedere aiuto si mosse lo stesso papa, appena eletto dopo aver sconfitto nella corsa per il soglio di San Pietro un certo Gregorio; il neo papa passò le Alpi e incontrò l'imperatore a Natale a Pöhlde, convincendolo a sostenere la sua famiglia (già favorita sotto Ottone III)[34] e la propria elezione[35]. Una dinastia imperiale fra Europa e Italia (secc. Con la morte di Enrico II nel 1024, la dinastia di Sassonia si esaurì. Venne quindi elevato a re d'Italia a Pavia[32]. A causa del suo prevalente interesse per i problemi della Germania, l'attenzione per la situazione in Italia fu minore dei suoi predecessori e sempre episodica. Ridiscese nella penisola nel 1013 per contrastare un nuovo tentativo di ribellione di Arduino che fu sconfitto definitivamente, e fu incoronato imperatore a Roma nel 1014. Fu canonizzato nel 1146 da papa Eugenio III. Egli proseguì passando per Augusta e, accolto dal vescovo Sigfrido per due notti, mandò indietro la moglie in Sassonia. Negli anni del suo regno dovette così combattere a lungo contro vari signori ribelli, come Baldovino di Fiandra (ribellatosi tra la fine del 1006 e il 1007)[22], Federico conte di Lussemburgo, Enrico V duca di Baviera e suo cognato[23] e il vescovo di Metz Teodorico II (ribellatosi assieme al fratello Enrico sempre nel 1009), sempre cognato del re[24]. Detailed information about the coin Denaro, Enrico II di Sassonia, Republic of Lucca, with pictures and collection and swap management : mintage, descriptions, … Mentre il re era sull'isola di Reichenau per la natività di San Giovanni Battista, ricevette la sfida ad un duello (interpretabile sia come un duello individuale sia nel senso,come ha fatto notare Giesebrecht, di ingaggiare battaglia con un esercito, sulla base del fatto che Tietmaro usa il termine duellum anche in VII, 45 (62) per riferirsi inequivocabilmente ad una battaglia campale)[10] da parte di Ermanno[11]; egli però cambiò poi idea, preferendo forse non attaccare direttamente il re. La pratica della cavalcata attraverso il regno era una novità rispetto ai predecessori ottoniani: essi infatti rimanevano in Franconia, Sassonia e Bassa Lotaringia, andando in Svevia e Baviera solo in occasione delle spedizioni militari, specie per le spedizioni in Italia. Nell'aprile 1004 arrivò a Trento dove celebrò la domenica delle Palme. Durante l'esilio di suo padre, il giovane Enrico visse a Hildesheim. Fu l'ultimo re di Germania e l'ultimo imperatore della dinastia sassone. Come conseguenza della sua rivolta, l'imperatore divise dal ducato di Baviera il ducato di Carinzia.

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